Strategia e modalità d'intervento

La strategia del Polo del Contemporaneo consiste nel creare un sistema interconnesso che promuova l’accessibilità della conoscenza nelle sue diverse forme puntando a un’accessibilità universale tanto fisica che economica, tanto culturale che sociale, aspetti fondamentali per la progettazione, valorizzazione e implementazione dei servizi e dell’offerta culturale del Polo e della città di Roma.

Le modalità con le quali prende corpo il piano e il programma del Polo del Contemporaneo per il 2020-2022 è articolata in diverse aree di intervento, strumenti e metodologie, che vedono la condivisione di obiettivi comuni, azioni sinergiche e collaborazioni diversificate con i diversi attori culturali della città.

Public program e comunità di apprendimento

Lo scopo di avere sempre attivo, all’interno delle grandi mostre ospitate dal Palazzo delle Esposizioni, dal MACRO e dal Mattatoio, un “public program”, è funzionale a stimolare un processo dinamico di coinvolgimento delle diverse comunità. Andando in parallelo alle attività espositive, laboratori, dibattiti e conferenze, proiezioni, attività performative e momenti di formazione, di ricerca e di studio, diventano momenti di coinvolgimento attivo e di esperienza diretta da parte delle diverse comunità.

Il programma pubblico di attività è uno strumento operativo che favorisce - e allo stesso tempo è favorito da - la collaborazione con istituzioni culturali ed educative, centri di ricerca, università. Esso crea infatti una piattaforma fisica e virtuale delle opportunità di conoscenza, di mobilità, di sperimentazione anche nei diversi luoghi della città; facilita lo scambio di idee e la diffusione di esperienze e buone pratiche su questioni attuali favorendo la possibilità di venirne a conoscenza e a contatto

L’obiettivo è quello di promuovere l'apprendimento inclusivo; di rivitalizzare il bagaglio conoscitivo della comunità; promuovere l'apprendimento continuo.


I luoghi da abitare e la gratuità

Un aspetto fondamentale, per offrire le maggiori opportunità di coinvolgimento dei pubblici è l’attenzione posta alla possibilità di garantire, per i luoghi gestiti da Palaexpo, la più ampia accessibilità possibile.

Il Palazzo delle Esposizioni, tra i tre luoghi gestiti, è l’unico ad avere un biglietto di ingresso per le mostre che si tengono nei principali spazi espositivi e la cui programmazione risponde all’esigenza di promuovere progetti su autori, fatti della storia recente, temi e fenomeni che siano al centro della cultura contemporanea. Una grande attenzione è rivolta al dialogo tra le diverse discipline artistiche e tra arte e scienza, nonché a importanti rassegne sulla ricerca fotografica.

Il Palazzo delle Esposizioni offre possibilità di riduzioni, specie per giovani e anziani. Tutti i cicli di proiezioni, gli incontri nelle sale cinema e auditorium sono gratuiti, così come tutte le iniziative che si svolgono al Piano Zero. Nella “Sala Fontana” e nel “Forum” vengono proposte mostre dedicate alle culture dell’infanzia e studiate per estendere i criteri di accessibilità in diverse direzioni superando barriere fisiche, economiche e culturali, insieme a un ricco e articolato programma di iniziative e collaborazioni diversificate con artisti, creativi, designer, architetti, case editrici, scrittori previste tra la libreria PdE Bookstore e la caffetteria-ristorante “Caffè delle Esposizioni”.

Inoltre, l’offerta di servizi e le attività saranno integrate anche dal ridisegno e adattamento di spazi comuni del Piano Zero, con tavoli, sedie, punti di lettura e wi-fi gratuito ad alta efficienza, dove poter socializzare, studiare, lavorare, incontrarsi.

Il MACRO, così come è stato per tutto il 2019, conferma la gratuità come elemento fondamentale della relazione con il visitatore, attuando un modello museale che predilige all’evento la visione di un museo come luogo di produzione continua di conoscenza dove accade costantemente qualcosa. Museo per l’Immaginazione Preventiva, il programma per il triennio 2020-22 del Direttore Artistico Luca Lo Pinto, si sviluppa infatti come un unico progetto espositivo in costante evoluzione, in cui convivono in maniera organica mostre e altri formati interdisciplinari. Invitando a vivere il museo come un magazine tridimensionale, in cui ogni spazio assume l’identità riconoscibile di una specifica rubrica, la programmazione si articola con dimensioni spaziali e temporali diverse, mirando a coinvolgere il pubblico con una proposta che sia insieme accessibile ma non d’intrattenimento, comprensibile ma non didascalica.

Come per la parte espositiva, anche l’attività discorsiva del museo segue una struttura per formati, mentre la creazione di una MACRO Academy funge da software per sviluppare un programma di educazione, approfondimento e formazione sulla cultura contemporanea da offrire alle istituzioni scolastiche romane e a realtà coinvolte in programmi di inserimento di stranieri e migranti.

Il Mattatoio proporrà, negli spazi dei Padiglioni, un ricco programma espositivo dedicato soprattutto ad artisti il cui lavoro si pone a un crocevia fra la ricerca visiva, installativa e performativa.

Parallelamente al Master PACS – Arti Performative e Spazi Comunitari, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre (destinato ai vincitori delle borse di studio messe a disposizione dall’Azienda Speciale Palaexpo, al Mattatoio sono garantite attraverso una serie di laboratori gratuiti tenuti da coreografi, registi, artisti, sharing di pratiche, nonché un articolato programma di attività interdisciplinari fra musica, arte visiva, teatro e danza, numerose e costanti occasioni di accesso aperto ad appassionati, cittadini del quartiere, studenti, ricercatori ecc.

 

Nuovi modelli espositivi, formativi, discorsivi

Come è già accaduto per alcune delle iniziative realizzate in particolare nel corso del 2019, il Polo del Contemporaneo intende sviluppare, parallelamente e all’interno delle mostre, dinamiche di apertura di diverso tipo:

  1. discorsiva: ospitando il dibattito scientifico, storico-artistico, socio-antropologico e filosofico relativo ai temi affrontati o vere e proprie lezioni accademiche aperte al pubblico;
  2. performativa: facendo della mostra un luogo del gesto e del movimento e un vero e proprio stage, sia per riaffermare la centralità del corpo sensibile nei processi creativi, che per rivelare le relazioni che, in una mostra, si stabiliscono fra l’osservato e l’osservatore;
  3. formativa e laboratoriale: il rapporto tra una mostra allestita (i corpi inanimati delle opere e dei manufatti), la presenza dei visitatori (corpi vivi ma normalmente impegnati in una attività di visione “esterna”), e quella dei “partecipanti” (a un laboratorio, a una esercitazione pratica o a una lezione) – determina un meccanismo complesso di riflessività, per cui non soltanto il contesto delle opere in mostra determina associazioni, paragoni formali, storici e stilistici, ma anche il rendersi conto dello sguardo dell’altro, può determinare lo spostamento del partecipante verso una condizione ambi-valente di essere fuori e dentro l’azione, all’interno di e intorno a essa. Un “apprendere ad apprendere”, che porta il Museo ad essere elemento di punta del processo pedagogico.

I luoghi del Polo del Contemporaneo

Tre importanti centri di produzione culturale concorrono a una proposta organica secondo un modello di messa in comune di risorse tra le istituzioni e le organizzazioni della città.